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Pagina inziale » Tavola » Articolo n. 137 del 26 novembre 2001 (2970) Condividi su Facebook Stampa Salva in formato PDF
Salame piemontese?
Salame piemontese?

Se il pesto genovese si pensa possa essere di origini lomelline, allora potrebbe essere lecito pensare che anche il salame d'oca, invece di essere di Mortara, possa avere una paternità più piemontese: di Casale Monferrato!

Di mezzo non c'è l'Appennino - come nel caso del pesto - questa volta la sottile linea di confine è il Po e la contesa è tra le due sponde: da una parte Mortara con la sua trentennale fiera e palio dell'oca, dall'altra Casale Monferrato, cittadina non solo di vini e tartufi, ma anche di salame?

Fonti storiche documenterebbero la presenza in quel di Casale di un salumificio che produceva il ghiotto insaccato un paio di secoli prima (1200) rispetto alla "nascita" lomellina , che registra nell'anno 1400 l'inizio di una produzione locale di salame.

Se a questo sommiamo la presenza di una strana inserzione del 1909 nel "luminario israelitico" che indicava un certo Marco Fubini, salumiere, quale produttore di insaccati d'oca; oppure un altro articolo (Corriere della Sera del 1915) che cita un negozio di Ugo Deangeli - sempre salumiere di Casale - come produttore di salame d'oca con il metodo israelitico Kasher, in dubbio rimane e si fa sempre più grande...

Comunque vada a finire - sicuramente la questione verrà risolta a tavola... - a noi poco importa, il piacere di assaporare la bontà del salame d'oca nessuno ce la può togliere ... al massimo andremo al di là del fiume!

 
 Informazioni 
 

Davide Mattei

Pavia, 26/11/2001 (137)

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